LE MURA CASTELLANE DI FRANCESCO DI GIORGIO MARTINI

LE MURA CASTELLANE DI FRANCESCO DI GIORGIO MARTINI

L’ingegno rinascimentale a difesa di Mondolfo

Le moderne cortine tardoquattrocentesche di Mondolfo sono legate al genio di Francesco di Giorgio Martini (1439–1501), incaricato da Giovanni Della Rovere infeudato dalla zio Papa Sisto IV Della Rovere su Senigallia, Mondolfo, Mondavio per garantire il controllo della costa adriatica. Per rispondere all’avvento delle armi da fuoco, l’architetto progettò mura basse e “scarpate” (inclinate alla base), un’innovazione pensata per assorbire l’impatto dei proiettili, eliminare gli angoli morti e neutralizzare il pericolo di mine e torri mobili.

La difesa di Mondolfo sfruttò l’orografia stessa della collina che fa da naturale terrapieno, tanto che lo storico Francesco Guicciardini descrisse il castello caratterizzato “di muraglia da non disprezzare, alla quale il sito del luogo fa terrapieno”.

 

Una scoperta straordinaria: i “contrafforti inversi”

Il restauro ai camminamenti di ronda di via San Michele, commissionato dal Comune di Mondolfo nel 2026 sotto la direzione della Soprintendenza, ha portato alla luce un segreto costruttivo eccezionale all’interno del terrapieno.

Per resistere ai colpi di bombarda, Francesco di Giorgio inserì una muratura composta da archi orizzontali rivolti verso l’esterno. Nel suo celebre trattato teorico (Codice Magliabecchiano), l’architetto disegnava questi contrafforti rivolti all’interno, con lo scopo di contenere la spinta della terra. Nella pratica di Mondolfo – così come nel rivellino di Costacciaro allora nel Ducato d’Urbino e su commissione di Federico da Montefeltro – la struttura venne genialmente invertita verso l’esterno per fare da scudo e scaricare l’energia d’urto delle artiglierie nemiche, creando una successione di nicchie di straordinaria armonia geometrica e massima efficacia militare.

Per sapere di più: www.terremartiniane.com