Abbazia di San Gervasio di Bulgaria

Abbazia di San Gervasio di Bulgaria

Abbazia di San Gervasio di Bulgaria

L'Abbazia di San Gervasio sorge al centro di un'area archeologica.

Il suo titolo ha un chiaro riferimento alla Bulgaria, denominazione risalente all’alto medioevo e all’insediamento di popolazioni barbariche in questo tratto del basso Cesano. L’abbazia, con tutta probabilità, sorse laddove si trovava la stazione di posta di epoca romana di Ad Pirum Filumeni. Nella cripta semicircolare si conserva il più grande sarcofago ravennate delle Marche, in marmo risalente al VI sec, che la tradizione popolare indicava quale luogo di sepoltura del Santo ivi venerato, già antico patrono della comunità mondolfese e al quale si attribuivano note doti rabdomantiche come testimonia la vicina sorgente di acqua solfurea detta “acqua della rogna”. Da questa millenaria abbazia prese avvio l'evangelizzazione della Valle del Cesano. Il tempio, ampliato in epoca medievale, presenta un impianto basilicale a tre navate con riadattamenti settecenteschi in quella centrale. Nei locali ipogei dove sono evidenti le tracce di epoca romana, un moderno allestimento mette in mostra una importante riproduzione della nota Tabula Peutingeriana.

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