Itinerario Photowalk

Itinerario Photowalk

Per chi si fosse perso il famoso evento fotografico, è possibile ripercorrere l'itinerario da soli

Per chi si fosse perso il famoso evento che ha portato a Mondolfo in uno dei Borghi più Belli d'Italia e a far scoprire la tradizione marinara di Marotta più di 100 fotografi e blogger alla scoperta del nostro territorio, è possibile ripercorrere l'itinerario da soli e scoprire i luoghi più fotografabili e perchè no...scoprirne di nuovi!

Crea un'esperienza unica, due vacanze in una!

Tempo: giornata intera
Distanza: a massimo 5 km
Consigliato a: tutti, automuniti o con mezzi pubblici


Partenza da Mondolfo:

* Complesso monumentale di S.Agostino (sec. XVI-XVII) e Musei Civici

* Alla scoperta del Castello di Mondolfo (vedi Itinerario dedicato)
Una passeggiata nel centro storico di Mondolfo per conoscere la storia dell’antico Castello, ammirare dal Belvedere l’Adriatico sino al Conero spaziando dalla città fortificata sul mare connotata dal rosso del mattone cotto con le sue mura rinascimentali sino al Museo civico custode con le avite chiese di arte e tradizione.



* Visita al laboratorio di Filippo Sorcinelli: 
Filippo Sorcinelli, artista underground e organista, virtuoso e iconoclasta, famoso per essere il sarto dei Papi, sceglie di tornare a vivere a Mondolfo per portare la sua ventennale esperienza, tra musica, arte e profumi. Nel Complesso Monumentale sant’Agostino vedremo un’esposizione di alcuni preziosi manufatti del suo celebre atelier LAVS che progetta e realizza vesti sacre in tutto il mondo, soprattutto per papa Benedetto XVI e papa Francesco.
A poca distanza la passeggiata proseguirà nella principale via xx Settembre dove è presente il primo (volutamente a Mondolfo) Filippo Sorcinelli Container: una sorta di “stanza dell’alchimista” ricca delle sue famose esperienze olfattive.Cinque collezioni che raccontano la sua vita, le sue esperienze e le sue emozioni. Le ultime creazioni sono interamente dedicate proprio alle Marche fra le quali “Epicentro”, fragranza il cui ricavato vuol essere di aiuto al piccolo comune di Bolognola, che rievoca gli attimi della scossa del terremoto 2016/2017.

Si progue a Marotta: * Il Molo sul mare
* Il Lungomare dei Mosaici
L’esperienza del mosaico collettivo a cura dell’associazione Chiaro Scuro:
L’Associazione Culturale Chiaro Scuro di Marotta da qualche anno crea arredi urbani con la tecnica del mosaico TRENCADIS (dal catalano “frammento”) con materiale di recupero.
Il primo mosaico
 realizzato nella parete di Villa Valentina (Ufficio Turismo) racconta di due aspetti dello stesso territorio, il sorgere del sole sul mare di Marotta, fino al tramonto in collina dietro al Castello di Mondolfo.



L’esperienza è piaciuta cosi tanto che si è pensato di mosaicare tutti i muretti del lungo mare, rendendolo unico nel suo genere. Faremo quindi visita a questi luoghi contaminati dal colore e dal lavoro collaborativo di tante persone che hanno trasformato una tecnica millenaria in un’arte collettiva.
Questa ha coinvolto non solo gli abitanti di Marotta ma anche i turisti e i visitatori come noi che avranno l’opportunità di partecipare attivamente. Per questi motivi e altri che scoprirete, il Comune di Mondolfo vi invita a partecipare al grande mosaico che sta diventando una mostra permanente a cielo aperto….e racconta anche di voi.



* A Marotta scopriamo i “Garagoi’’:

Grazie alla Pro Loco di Marotta potremo scoprire la storia e la preparazione del piatto tipico Marottese. Cosa sono i “Garagoi”? Il Garagolo è un mollusco commestibile che vive a circa 8 miglia dalla costa in fondali sabbiosi e fangosi in un tratto di mare che va da Rimini ad Ancona.

La tradizione dei garagoi è così sentita che dal 1948 la Sagra dei Garagoi è un appuntamento imperdibile nel mese di aprile per far conoscere Marotta e le sue peculiarità turistiche.

Scopriremo quindi la storia e la ricetta dei garagoi alla maniera marottese: a ogni mollusco con una tenaglia, prima, va tolta la parte anteriore cioè “sbroccati” e dopo averli lessati con acqua aromatizzata con finocchio selvatico occorre togliere la punta posteriore cioè “sculati” ed eccoli pronti per essere cucinati con una semplice ma gustosa ricetta marinara. Vi state già leccando i baffi?